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Siamo spesso ossessionati dal concetto di una “lingua corretta”, entro i cui confini è importante mantenersi a tutti i costi. Ma la lingua è una città viva, e la vera abilità, sta nel conoscerla bene, e sapersi muovere con destrezza entro tutti i suoi vicoli e piazzette nascoste. In questo talk, Marco Lucio Giannotta sfida le nostre convinzioni sulla “lingua corretta”, e ci porta alla scoperta di come la lingua evolve realmente, e di cosa succede quando questa evoluzione si accelera a dismisura nell’era di internet e dei social media.
Marco Lucio Giannotta è un linguista e sviluppatore originario dell’Etna, con una vita guidata dalla curiosità e dalla passione per la conoscenza. Laureato in Lingue e Culture Comparate all’Università “L’Orientale” di Napoli, unisce mondi diversi: i linguaggi umani, quelli delle macchine e quelli del suono. È cofondatore di Slengo, piattaforma sullo slang giovanile, e dell’ASMI, associazione per la diffusione della suono-musicoterapia. Polistrumentista e viaggiatore, oggi è engineering team lead per Automattic, dove coordina progetti di sviluppo software a livello globale. La sua missione è creare, in ogni forma possibile.
L’evoluzione inarrestabile del linguaggio: uno sguardo al mondo dello slang italiano
Il mondo del linguaggio è un paesaggio affascinante e in continua evoluzione, plasmato costantemente dalla cultura, dalla tecnologia e dalle persone che lo usano. In un avvincente TEDx Talk, Marco Lucio Giannotta fa luce su questo processo dinamico esplorando l’evoluzione e la documentazione dello slang italiano. Egli sfida l’approccio rigido e basato su regole del linguaggio e sostiene invece una prospettiva più fluida e descrittiva.
Giannotta inizia il suo discorso evidenziando il rapido ritmo del cambiamento linguistico con un divertente quiz sullo slang di internet italiano moderno. Introduce “Slengo,” una piattaforma online basata sulla comunità che ha co-creato per fungere da dizionario vivente per lo slang italiano. Questo progetto è una testimonianza della convinzione che il linguaggio debba essere osservato e documentato così come viene usato, piuttosto che essere controllato da regole rigide.
Il discorso si addentra poi nelle due principali scuole di pensiero linguistico: il prescrittivismo e il descrittivismo. Mentre i prescrittivisti credono in regole dall’alto per il linguaggio, Giannotta si allinea con il descrittivismo, che vede il linguaggio come un “organismo vivente”. Sostiene che le nuove parole vengono create per una varietà di ragioni, che delinea in una “piramide dei bisogni linguistici”. Queste includono colmare lacune per nuovi concetti, creare un senso di identità all’interno di un gruppo, comunicare in modo criptico e semplicemente per il piacere della creatività.
Giannotta sottolinea anche che il modo in cui lo slang si diffonde è cambiato. Mentre storicamente poeti e autori erano i principali motori delle nuove parole, i “nuovi poeti” di oggi si trovano su piattaforme come TikTok, Twitch e Instagram. Conclude con un messaggio potente: non dovremmo più guardare dall’alto in basso il linguaggio delle generazioni più giovani. Dovremmo invece vedere il linguaggio non come un insieme rigido di regole, ma come una forza vibrante e creativa che riflette e plasma i nostri mondi personali. Ascoltare e osservare questa evoluzione significa assistere alla vitalità del linguaggio, non al suo degrado.
