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Il mondo in cui viviamo è stato progettato a misura d’uomo. Letteralmente. Nel suo potente intervento sul palco di TEDxCatania Salon, Giulia Marchese parte da una storia profondamente familiare – quella di sua nonna Venera – per svelare una realtà sistemica che ci riguarda tutti.
Attraverso la lente della scienza dei dati, Giulia ci spiega come il concetto di “uomo medio”, coniato nell’Ottocento, sia diventato lo standard universale per la medicina, il design e la tecnologia. Il risultato di questo approccio? Le donne sono state a lungo escluse dalla ricerca medica, portando a conseguenze gravi come il pain gap, ovvero l’abitudine sociale e clinica di sottovalutare o normalizzare il dolore femminile.
Oggi ci troviamo di fronte a una nuova sfida: l’Intelligenza Artificiale. Basandosi sull’analisi di schemi e dati storici, gli algoritmi rischiano di perpetuare e ingigantire queste disuguaglianze invisibili. Come sottolinea Giulia durante il suo talk: “L’Intelligenza Artificiale è uno specchio ingranditore: ingrandisce le scelte che qualcuno ha preso prima di noi”.
Ma l’innovazione non deve per forza essere una condanna a ripetere gli errori del passato. La speaker ci invita a prendere in mano il nostro futuro: siamo noi a decidere quali dati fornire ai nuovi modelli e quali variabili considerare. Attraverso la consapevolezza e le nostre scelte quotidiane, possiamo ridisegnare quella curva statistica per costruire un mondo in cui ogni persona sia finalmente rappresentata.
Vuoi approfondire? Guarda il video completo del talk di Giulia Marchese per scoprire come la tecnologia può diventare uno strumento di vera parità.
